Outlander – L’ultimo Vichingo
Recensione e trama
Villaggio di Herot, Norvegia, 709 d.c.
Gli abitanti di Herot piangono la morte del loro Re Halga. Suo figlio, il guerrafondaio Wulfric, non possiede la saggezza necessaria per guidare il suo popolo, ma è anche fortemente scettico che suo zio Rothgar, che è stato incoronato Re, possa essere adatto per far fronte alla violenza dei tempi.
All’orizzonte un lampo attraversa fulmineo il cielo notturno: è un’astronave, che va a schiantarsi su uno dei maestosi fiordi Norvegesi. Dal relitto vediamo uscire un uomo proveniente da un altro mondo: è Kainan, un guerriero umanoide, e non è solo. A sua insaputa ha portato con sé un pericoloso clandestino, il Moorwen, una creatura selvaggia pronta a tutto pur di vendicarsi per quello che l’esercito di Kainan gli ha fatto. Abbandonato su un pianeta a lui alieno, in una terra in ritardo di secoli rispetto alla sua civiltà, Kainan si prepara a scovare e a distruggere la sua nemesi.
Ma prima che possa riuscire nel suo intento, Kainan viene catturato dai Vichinghi. Kainan salva la vita a Re Rothgar e per questa ragione, anche se con riluttanza, viene accettato all’interno del clan. Kainan si confida con Freya, la bellissima figlia di Rothgar, le racconta del suo passato, di come le sue azioni gli siano costate la sua famiglia ed abbiano fatto infuriare il Moorwen. La bestia assetata di vendetta assedia la roccaforte Vichinga, e qui si rivela in tutto il suo terrificante splendore. Il mostro viene intrappolato e dato alle fiamme, a stento riesce a fuggire nella foresta, lasciando dietro di sé Re Rothgar ferito a morte. Wulfric viene dichiarato suo successore, ma le celebrazioni per la sua incoronazione vengono interrotte dal Moorwen, che torna e rapisce Freya. I Vichinghi, capeggiati da Kainan, affrontano la loro ultima, disperata missione: riusciranno a sterminare il mostro? Oppure andranno incontro alla loro distruzione? Così come la polvere della storia del Villaggio di Herot comincia a depositarsi, la fiaba di Kainan diviene leggenda.
Photogallery del film: Outlander – L’ultimo vichingo
Scheda del film: L’ultimo Vichingo
Titolo Originale: Outlander
Regia: Howard Maccain
Sceneggiatura: Howard Maccain,Dirk Blackman
Musiche: Geoff Zanelli
Montaggio: David Dodson
Fotografia: Pierre Gill
Scenografia: David Hackl
Costumi: Debra Hanson
Effetti Speciali: David Kuklish
Anno: 2008
Nazione: USA
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 115 Minuti
Data uscita in Italia: 03 Luglio 2009
Genere: Avventura, epico
Cast: Jim Caviezel, Sophia Myles, Jack Huston, John Hurt, Ron Perlman.
Trailer del film: Outlander – L’ultimo vichingo
http://www.filmout.it/video/l-ultimo-vichingo.flv
Il regista Howard McCain lesse il poema epico Inglese Beowulf ai tempi del liceo e ne rimase da subito estremamente colpito. Il mito di quell’eroe restò a lungo nei suoi pensieri, accompagnandolo fino al periodo in cui frequentava la Film School dell’Università di New York. Tuttavia a quei tempi non aveva idea di come avrebbe potuto trasformare quella storia in un film, anche perchè l’idea del mostruoso troll Grendel non trovava posto in una vicenda storicamente accurata. Era l’inizio degli anni ‘90, molto prima che il film de Il Signore degli Anelli, che trae anch’esso ispirazione dalla leggenda di Beowulf, rendesse quelle creature e quei paesaggi mitici parte integrante della psiche comune. I film tendono ad osservare in maniera rigorosa il loro genere di appartenenza: un film storico, questa era la categoria alla quale McCain riteneva appartenesse la storia di Beowulf, deve parlare di fatti storici; mentre un film di fantascienza dovrebbe parlare di fantascienza. I mostri, secondo McCain, dovevano appartenere al mondo della fantascienza, e non potevano trovare posto in un film storico.
Col passare del tempo, tuttavia, McCain iniziò ad accettare l’idea della fantascienza, piuttosto che rifiutarla totalmente. Aggiungendo gli alieni al mix, la vicenda sarebbe risultata più credibile. Quando McCain si trasferì in California e fece amicizia con lo sceneggiatore Dirk Blackman, grande appassionato della storia di Beowulf, la soluzione al suo dilemma non tardò ad arrivare, e fu così che prese vita una prima bozza di sceneggiatura.
I due, entrambi appassionati di cinema e di fumetti, presero ispirazione da diverse fonti: Alien, Predator, La Cosa, le teorie degli antichi astronauti di Erich von Däniken, e l’episodio intitolato “Arena” della prima stagione di “Star Trek”. In questo episodio Kirk si trova a combattere faccia a faccia con il Gorn, un rettile umanoide intelligente. Ma non avendo la possibilità di usare il suo phaser, per sconfiggere il suo avversario, Kirk è costretto a combattere con armi primitive.
“Forse una creatura aliena atterrò sulla terra ai tempi dei Vichinghi”, riflette McCain. “Allora sarebbe potuta andare proprio così”.
“Tutti sanno che non esistevano mostri ai tempi dei Vichinghi”, aggiunge Blackman, “ma se un alieno dalle fattezze umane fosse arrivato dallo spazio portando con sé una creatura aliena, e poi si fosse alleato con i Vichinghi per combattere quella creatura, allora avremmo una spiegazione delle origini di Beowulf. In altre parole, abbiamo deciso di scrivere la Vera Storia di Beowulf”.
Il Produttore Esecutivo Karen Loop diede la sceneggiatura a John Schimmel, il Presidente della Produzione della Ascendant Pictures. “L’abbiamo trovata incredibilmente buona”, disse Schimmel. “E’ un insieme unico di generi, una combinazione innovativa di azione e di forti emozioni.
E’ una bellissima storia di redenzione, che parla di un uomo che è morto a livello emotivo quando precipita sulla terra, e proprio qui, nel posto più improbabile, trova la sua salvezza; il tutto è confezionato in un grande film di fantascienza ricco di azione”.
Schimmel portò la storia all’attenzione di Chris Roberts, socio e Co-Presidente della Ascendant. “Outlander possedeva tutti gli elementi necessari, era da molto tempo che cercavo un film come questo”.
Outlander contiene anche un colpo di scena: Fonde la Scienza e la mitologia, come spiega lo stesso McCain: “E’ un’idea perfetta, mischiare le due cose: e cioè gli alieni che arrivano sulla terra ai tempi dei Vichinghi. La pellicola prende elementi già visti e li inserisce in un contesto del tutto nuovo. E’ un film di evasione per eccellenza, ed è proprio questo che la fantascienza ed il fantasy dovrebbero offrire”, aggiunge Roberts. Da quel momento in poi, Schimmel e Roberts hanno collaborato affinché il progetto prendesse il via.
Il Produttore Esecutivo Don Carmody aveva già collaborato assieme a Roberts nel film Slevin-Patto Criminale, e sperava di poter tornare a collaborare con lui. Quando la sceneggiatura di Outlander arrivò nelle sue mani, Carmody riconobbe immediatamente le qualità della storia. “E’ scritta in modo incredibile, è piena di azione, ma la cosa più importante è che sarebbe esattamente il tipo di film che pagherei per andare a vedere. Il Produttore sapeva che un buon film sui Vichinghi mancava ormai da tempo sugli schermi cinematografici. Ciò che rende questo film interessante è che sebbene sia legato alla leggenda di Beowulf, il personaggio di Grendel viene dallo spazio ed è terrificante tanto quanto quello di Predator e di Alien messi assieme. Questo è un aspetto molto interessante, perchè il film trasforma la leggenda – la più antica della lingua Inglese – rendendola assai più emozionante ed attuale per un pubblico moderno. Portare sul grande schermo la storia originale di Beowulf non sarebbe stato emozionante quanto fondere assieme la teoria degli alieni atterrati sulla terra centinaia di anni fa e la letteratura antica”.
Secondo Roberts, Schimmel (il cui film preferito da bambino era Cyclops) e Carmody (ha esordito in questo campo lavorando nei film horror Il Demone Sotto la Pelle e Rabid-Sete di Sangue di David Cronenberg, oltre che nel classico di culto Terror Train di Roger Spottiswoode), l’idea di una saga su dei Vichinghi assetati di sangue rappresentava un terreno fertile. “Sulla lista di ogni cinefilo questa pellicola starebbe sicuramente in cima: Vichinghi e creature aliene. Come potrebbe non piacere?” si domanda Roberts.
“I Vichinghi erano gli uomini degli uomini”, spiega Carmody. “Hanno scoperto il Nord America prima di Cristoforo Colombo, ed hanno avuto la loro parte anche nelle Crociate. Erano una sorta di Delta Force del 9° secolo. E la cosa interessante è che fossero dei grandi cantastorie. Raccontare delle storie attorno a un fuoco è un’usanza che precorre l’idea stessa del cinema. I giganteschi schermi cinematografici hanno sostituito gli antichi fuochi negli accampamenti.

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