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L’era glaciale 3 l’alba dei Dinosauri Recensione e trama

Posted by admin On agosto - 31 - 2009

L-era-glaciale-3-l-alba-dei-dinosauriGli eroi sotto zero dei blockbuster mondiali “L’era glaciale” (Ice Age) e “L’era glaciale 2 – Il disgelo” (Ice Age: The Meldown) sono tornati in un’avventura incredibile… destinata a fare storia. Scrat sta ancora cercando di catturare l’inafferrabile ghianda (e intanto forse troverà il vero amore); Manny ed Ellie attendono la nascita del loro cucciolo di mammuth; Sid il bradipo si mette nei guai quando decide di mettere su famiglia con alcune uova di dinosauro che ha trovato; Diego la tigre dai denti a sciabola si domanda se non si stia “rammollendo” ad andare in giro con i suoi amici. Il gruppo deve all’improvviso partire in missione per salvare lo sfortunato Sid e si avventura in un misterioso mondo sotterraneo, dove avvengono incontri ravvicinati con dinosauri, piante battagliere e altri animali feroci, e dove vive una donnola combattiva di nome Buck, orba di un occhio, sempre a caccia di dinosauri.
L’ERA GLACIALE 3 – L’ALBA DEI DINOSAURI ha tutto ciò che il pubblico ha amato nei primi due film, ma la commedia di animazione è più ricca di azione e di effetti spettacolari, oltre ad essere (in molti casi) impreziosita dal 3 D. I nostri amati eroi vivono un’avventura inedita e, al loro fianco, troviamo alcuni nuovi personaggi memorabili.
Un’altra novità in questo terzo episodio dell’Era glaciale è un immenso e incredibile mondo sotterraneo popolato di dinosauri. Il lussureggiante ambiente, in netto contrasto con l’habitat invernale dei primi due film, fa apparire poca cosa la vastità del mondo di ghiaccio sovrastante. Questo territorio è pieno di pericoli – piante carnivore, creature gigantesche, una donnola indemoniata e un’astuta e romantica compagna per Scrat, di nome Scrattina – e di luoghi dai nomi minacciosi, come l’Abisso della morte.

Perfino Manny il mammuth, il più grande e autorevole mammifero dell’Era glaciale, si sente inerme in questo mondo immenso. “Quando appaiono i dinosauri, Manny non è più il ‘re della giungla’”, afferma la leggenda della commedia Ray Romano, che torna a dare voce al mammuth lanuginoso più famoso del cinema.

Ruoli: Doppiatori Originali:
Crash (voce originale)

Sid (voce originale)

Ellie (voce originale)

Eddie (voce originale)

Diego (voce originale)

Manny (voce originale)

Scrat (voce originale)

Beaver / Molehog (voce originale)

Animal Boy (voce originale)

Seann William Scott

John Leguizamo

Queen Latifah

Josh Peck

Denis Leary

Ray Romano

Chris Wedge

Joey King

Atticus Shaffer

Doppiatori italiani
Manny (voce italiana)

Sid (voce italiana)

Diego (voce italiana)

Buck (voce italiana)

Crash (voce italiana)

Ellie (voce italiana)

Eddie (voce italiana)

Leo Gullotta

Claudio Bisio

Pino Insegno

Massimo Giuliani

Francesco Pezzulli

Roberta Lanfranchi

Lee Ryan

Il nuovo mondo nasce dal desiderio dei realizzatori di immergere i personaggi dell’Era glaciale in situazioni differenti e metterli di fronte a sfide impreviste. “Vogliamo vedere fin dove possiamo spingere i personaggi”, dichiara Lori Forte, che nel 1999 aveva lanciato l’idea del film “L’era glaciale” (Ice Age) e che ha prodotto tutte e tre i film. Il regista Carlos Saldanha, che ha diretto “L’Era glaciale 2 – Il disgelo” (Ice Age: The Meltdown), aggiunge: “L’ERA GLACIALE 3 – L’ALBA DEI DINOSAURI è di gran lunga il più ambizioso dei tre film. I nostri eroi, che conoscono solo l’Era glaciale e il successivo disgelo, vengono catapultati in un mondo con cui non hanno alcuna familiarità”. Il co‐regista Michael Thurmeier aggiunge che il film ha un look nuovo e una prospettiva più ampia. “In un certo senso, ha le caratteristiche di diversi generi cinematografici e la cosa mi ha letteralmente catturato. È sempre una commedia brillante guidata dai personaggi, ma il mondo e le creature che vivono nel sottosuolo danno una prospettiva epica all’avventura e questa è una novità nella saga dell’Era glaciale”.
Il nuovo capitolo della grande avventura degli amici dell’Era glaciale inizia con il variegato gruppo familiare composto dal mammuth Manny, la moglie Ellie (in attesa di un cucciolo di mammuth), Sid il bradipo, Diego la tigre dai denti a sciabola e gli opossum Crash e Eddie. La loro vita sta cambiando e ognuno sta trovando il proprio posto nella famiglia. “Volevamo mantenere la risonanza emotiva dei film precedenti, con Manny, Sid e Diego che cambiano profondamente e i loro rapporti che, di pari passo, si evolvono”, spiega il co‐sceneggiatore Michael Berg. “I personaggi sono diventanti talmente familiari per noi negli anni, che ci stanno veramente a cuore e vogliamo che ce la facciano, qualunque cambiamento stia
avvenendo”, aggiunge Peter Ackerman che, insieme a Berg, ha scritto la sceneggiatura.
Manny, leader de facto del gruppo, si prepara ad affrontare una nuova sfida: la paternità. Sta prendendo la cosa molto seriamente, al punto da tentare di rendere più sicuro l’ambiente naturale in cui vivrà il cucciolo in arrivo, rimuovendo i numerosi massi, rami e altri potenziali “pericoli” presenti nei paraggi. I frenetici preparativi sono qualcosa in cui l’alter‐ego di Manny, Ray Romano, si identifica. “A me non è andata molto diversamente”, egli osserva. “Impazzire nei preparativi per l’arrivo di un bebè è un dato di fatto che va accettato”.
Manny crede nel matrimonio ed è molto innamorato della sua Ellie, dopo il burrascoso inizio della loro relazione ne “L’Era glaciale 2 – Il disgelo” (Ice Age: The Meltdown). “È un matrimonio riuscito”, afferma Romano. “Manny ed Ellie sono pronti a mettere su famiglia, il che è una cosa molto naturale”.
Romano ha apprezzato l’evoluzione del mammuth nel corso dei tre episodi della saga. “Nel primo film è una specie di misantropo, si sente una vittima e ce l’ha con il mondo intero”, afferma l’attore. “Poco a poco, Manny trova degli amici, poi scopre l’amore e raggiunge un senso di pienezza ed equilibrio”.
Poiché la gestazione dei mammuth dura circa sei trimestri, Ellie non vede l’ora che nasca il pargolo.
È sempre stata attiva e indipendente e, anche se Manny vorrebbe che se la prendesse comoda, Ellie non è pronta a rallentare i suoi ritmi abituali. “Manny ed Ellie sono agli antipodi nell’affrontare l’evento imminente”, dichiara Queen Latifah, che riprende il ruolo vocale già interpretato ne “L’Era glaciale 2 – Il disgelo”. “Manny è nervoso e inquieto, si sforza di rendere tutto perfetto e sicuro per il nascituro. Ellie diventa più protettiva e inizia ad assumere la veste di matriarca del gruppo familiare”.
“Manny rappresenta i muscoli ed Ellie il cervello della relazione”, afferma scherzando Romano. Gli animatori che hanno contribuito a dare vita ad Ellie hanno valutato come rappresentare al meglio la gravidanza. “Non volevamo che Ellie apparisse troppo appesantita”, afferma il coordinatore degli animatori Juan Carlos Navarro‐Carrión. “Ellie è sempre il personaggio vivace e ottimista che abbiamo conosciuto ne “L’Era glaciale 2 – Il disgelo” e volevamo mantenere quel tipo di energia. Abbiamo deciso che il ventre non sarebbe stato troppo ingombrante e che, pur essendoci, non l’avrebbe rallentata. Una gravidanza richiede un attento bilanciamento tra spazio e movimento, per proteggere il ventre e il nascituro, cosa di cui abbiamo tenuto conto”. La gravidanza di Ellie assorbe totalmente Manny, al punto da renderlo poco partecipe del fatto che anche i suoi amici stanno affrontando sfide e cambiamenti. Sid, che ha con Manny una sorta di rapporto ‘fratello maggiore/fratello minore’, sente che Manny non lo farà diventare parte della nuova famiglia. Così, quando scopre tre enormi uova in una caverna, decide di prenderle e mettere su una sua famiglia. Manny implora l’amico di restituire le uova, ma Sid è irremovibile e, dopo poco, nascono tre piccoli di dinosauro.
Anche se sono grandi il doppio di Sid, i neonati accettano immediatamente il bradipo come madre e iniziano a imitarne ogni movimento, diventando dei ‘mini‐Sid’. L’istinto genitoriale di Sid è molto forte, ma la madre dei cuccioli – una T‐rex gigantesca – è tutt’altro che contenta di ciò che è accaduto. Le complicazioni che ne conseguono, come sempre accade quando c’è di mezzo Sid, coinvolgono tutti i suoi amici in un’avventura nell’ignoto mondo sotterraneo.
Mentre il rapporto tra Sid e Manny cambia, le dinamiche nel gruppo famigliare si evolvono e l’avventura si svolge in prevalenza in un ambiente nuovo; ciò che resta immutato nel bradipo sono la sua propensione alle buffonerie, il desiderio di essere preso sul serio e il gran cuore. “Con Sid è tutta una questione di cuore… e di pazzia, ed è così che ci piace”, afferma Queen Latifah con un sorriso. Nel creare la voce di Sid per “L’era glaciale” (Ice Age), John Leguizamo lo ha connotato con un indimenticabile difetto di pronuncia, dopo avere appreso che i bradipi accumulano riserve di cibo nelle guance. Nel nuovo film, Leguizamo torna con quella voce particolare, ma trova anche nuovi modi per conferire sfaccettature diverse al personaggio. “Sid vuol essere preso sul serio, rispettato ed essere trattato come un adulto”, spiega Leguizamo. In questo film, affronta la formidabile sfida di allevare un trio di cuccioli di T‐rex. “Tanto per iniziare, le uova sono più grandi di Sid, che deve spostarle”, aggiunge Leguizamo. “E i cuccioli mangiano cose diverse: Sid è vegetariano, i T‐rex sono carnivori. Provate voi ad allevare i cuccioli di qualunque altra specie. E buona fortuna!”.
Il miglior amico di Manny, la tigre dai denti a sciabola Diego, sta vivendo un diverso tipo di crisi: ultimamente si è sentito più un gattone che non un minaccioso felino, e teme che la convivenza con gli amici gli stia facendo perdere il suo ruolo gerarchico. Invece di prendere parte ai preparativi per l’arrivo del bebè, Diego si allontana, chiedendosi se non sia arrivato il momento di abbandonare il branco. “Diego pensa di andarsene per la sua strada in cerca di nuove avventure”, afferma l’attore brillante Denis Leary, che ha ultimato il terzo episodio come voce di Diego prima di tornare a lavorare nella sua serie di successo “Rescue Me”. “Ma poi vive dei momenti eccezionali insieme ad Ellie in un frangente critico per lei, e queste sono state scene divertentissime da recitare”.
Leary continua a provare meraviglia per la grande attrattiva e il richiamo dei film dell’Era glaciale, già testimoniati in occasione della distribuzione dei primi due film. “C’erano adulti, adolescenti, bambini, e tutti si sono divertiti moltissimo”, ricorda l’attore. Quanto all’idea di un mondo nascosto sotto i ghiacci, Leary, che è un appassionato di hockey, la trova geniale: “In ogni caso, ovunque vi sia ghiaccio, voglio essere sopra e non sotto di esso”.
L’altro membro del gruppo di amici è lo sfortunato e infaticabile scoiattolo/topo preistorico di nome Scrat, la cui raison d’être è una sfuggente ghianda, per la quale ha letteralmente perso la testa. Gli esasperati squittii, gridolini, grugniti e gemiti del personaggio sono ancora una volta opera di Chris Wedge, che ha diretto “L’era glaciale” (Ice Age) ed è stato produttore esecutivo dei due film successivi. Inizialmente immaginato ne “L’era glaciale” come un personaggio marginale, la popolarità esplosiva suscitata da Scrat nel primo trailer promozionale del film ha spinto i realizzatori ad ampliarne il ruolo in modo significativo. “L’Era glaciale 2 – Il disgelo” (Ice Age: The Meltdown) ha messo in luce nuovi comportamenti e frustrazioni di Scrat, mentre la sua ricerca resta senza esito. È lui a dare il via al disgelo e al successivo allagamento, ma è sempre lui che alla fine riesce a risolvere la situazione. Scrat dà prova di notevoli capacità nelle arti marziali mentre combatte contro un pesce killer che si trova sulla sua strada.
L’ERA GLACIALE 3 – L’ALBA DEI DINOSAURI alza ulteriormente la posta in gioco per Scrat, affiancandogli una rivale nella caccia alla ghianda: un’astuta e attraente femmina di scoiattolo/topo di nome Scrattina. La battaglia tra i due sessi aggiunge un nuovo livello di divertimento e azione, oltre a una nota romantica all’assillato personaggio. In effetti, per la coppia di roditori lo sbocciare dell’amore va di pari passo con la lotta per la ghianda, ad esempio nella scena in cui i due sono prima aggrovigliati, poi impegnati in una sorta di danza sulle note del classico di Lou Rawls You’ll Never Find Another Love Like Mine. “Quando ci siamo dedicati a tracciare la scena”, ricorda il regista Carlos Saldanha, ci siamo detti: ‘D’accordo, stanno lottando per la ghianda. Che cosa possiamo fare per trasformare una normale scena di lotta in una situazione romantica, ma sempre ricca di azione?”. La sequenza che ne è scaturita, come molte altre, testimonia il desiderio dei realizzatori di esplorare nuovi territori in ogni film della serie. Anche l’oggetto del desiderio – la ghianda – ha un ruolo più ampio in questo film, poiché da essa scaturisce una melodia ispirata alla canzone di Gilbert O’Sullivan Alone Again (Naturally), con testi nuovi scritti dal cosceneggiatore Yoni Brenner.
Scrattina, come tutti i personaggi dell’Era glaciale, è stata disegnata dal celebre artista Peter de Sève, che ha collaborato ai film fin dal primo “L’Era glaciale”. I due roditori sono fisicamente simili, ma con alcune importanti distinzioni. “Scrattina e è più in gamba di Scrat”, sottolinea de Sève. “Ed è più raffinata ed evoluta”.
Karen Disher, a capo dello story department, dà voce a Scrattina. Ma le sue responsabilità vanno ben oltre il lavoro vocale. Mentre la trama principale del film, scritta da Michael Berg & Peter Ackerman, Mike Reiss e Yoni Brenner, si ispira a una storia di Jason Carter Eaton, lo story department, lavorando a stretto contatto con Saldanha, ha avuto il compito di ideare le scene di Scrat e Scrattina. La Disher e il suo team sono stati ben lieti di poter creare nuove sfide per l’amato Scrat. “Lavorare sulle scene di Scrat e Scrattina è la forma più pura di animazione”, osserva lei. Un altro personaggio nuovo nell’universo dell’Era glaciale è Buck, una spericolata donnola leggermente fuori di testa e orba di un occhio, caduta accidentalmente nel mondo sottostante. Lì ha incontrato Rudy, un terrificante dinosauro albino che gli ha cavato un occhio – mentre Buck gli ha strappato un dente – durante il loro primo, fatale incontro. Come il Capitano Achab di Moby Dick, Buck ha votato la sua vita alla vendetta contro la creatura gigantesca che lo ha sfigurato. “Ci è sempre piaciuta l’idea di un avventuriero, qualcuno caduto per errore nel mondo sbagliato, ma che ha trovato il proprio destino nell’ossessione per il dinosauro bianco Rudy”, afferma Saldanha. “Ciò gli dà uno scopo, un vantaggio, ma anche un senso di divertimento”. Aggiunge il co‐sceneggiatore Michael Berg: “Buck si è trasformato in una sorta di creatura mitologica, e ciò lo rende simpatico e incontenibile”. Buck, mammifero solitario in un mondo di lucertole gigantesche, vive nell’isolamento da molto tempo, forse troppo, per cui è solito parlare ad alberi e arbusti che lo circondano. Il co‐sceneggiatore Yoni Brenner spiega che trovare la causa dei comportamenti esagerati di Buck è stata una priorità. “Carlos [Saldanha] voleva essere certo che individuassimo una ragione per la pazzia di Buck. “Volevamo dare radici al suo comportamento, almeno un po’. Buck doveva non solo essere molto divertente, ma anche
avere una sua storia e avere quindi senso come personaggio”. Il co‐sceneggiatore Peter Ackerman aggiunge che, quanto più tempo si dedicava al personaggio, tante più domande emergevano a cui bisognava dare una risposta. “Ci siamo domandati chi fosse, che cosa ci facesse nel mondo sotterraneo, che effetto avrebbero avuto su di lui i personaggi appena giunti dall’Era glaciale, se avrebbe voluto unirsi a loro”. Buck ha un vantaggio anatomico nell’affrontare il pericoloso ambiente e la sua sempre più malefica nemesi Rudy: l’ideatore del personaggio Peter de Sève, gli animatori, sotto la supervisione del loro responsabile Galen Tan Chu, e gli allestitori hanno reso il personaggio ultra‐snodato e agilissimo. “Buck è un po’ pazzo, ma anche molto atletico, quindi abbiamo amplificato la sua capacità di allungarsi, avvolgersi e attorcigliarsi a spirale”, afferma de Sève. “Con un unico occhio, Buck è visivamente ancora più impressionante e ha rappresentato una bella sfida per gli animatori”. I realizzatori volevano per la donnola una voce che spiccasse rispetto ai personaggi già noti. “Nei film dell’Era glaciale ogni personaggio ha una voce particolare, ma l’insieme è ben assortito”, afferma la produttrice Lori Forte. Alla fine, la scelta è caduta sull’attore britannico Simon Pegg. “Simon conosce perfettamente i tempi della commedia e con il suo lavoro ha dato un tocco completamente differente a Buck”, prosegue la Forte. “Volevamo che il personaggio trasmettesse un senso di vissuto e una gamma di esperienze, di cui ancora non si era avuta percezione nei precedenti film della serie. Pegg, che attualmente interpreta l’ingegnere Scotty nella nuova versione di “Star Trek” del regista J.J. Abrams e che è stato acclamato per il ruolo nelle commedie “L’alba dei morti dementi” (Shaun of the Dead) e “Hot Fuzz”, afferma di avere apprezzato il personaggio, al quale ha dato la tipica cadenza cockney di Londra. “Buck mi ha acceso l’immaginazione. È pieno di energia ed è incontenibile. L’ho visto come un incrocio tra Indiana Jones e il folle ma portentoso Col. Kurtz di ‘Apocalypse Now’”.
Lo spirito avventuroso e gli scherzi sono tratti caratteristici degli irrequieti fratelli opossum Crash e Eddie, che abbiamo già conosciuto ne “L’Era glaciale 2 – Il disgelo” (Ice Age: The Meltdown). Crash è sempre il marsupiale chiacchierone che ama gli sport estremi e si mette nei pasticci. Insieme al fratello  Eddie, Crash non vede l’ora di unirsi a Buck per esplorare il mondo al di sotto dei ghiacci e dare un calcio nel fondoschiena di qualche dinosauro. “Crash e Eddie sono fuori di testa come sempre; anzi, crescendo  diventano sempre più matti”, spiega Josh Peck che dà voce a uno dei due ruoli. Peck, che recita nella popolare serie televisiva “Drake & Josh”, commenta poi che non avrebbe potuto chiedere di meglio di Seann William Scott come fratello sullo schermo. Scott, che annovera nella sua filmografia il blockbuster “American Pie” e il recente successo “Role Models”, è stato contento di riprendere gli scherzi e le monellerie del duo Crash‐Eddie insieme a Peck, aggiungendo che questo film ha avuto per lui una maggiore risonanza rispetto al precedente, “L’Era glaciale 2 – Il disgelo” (Ice Age: The Meltdown), in cui ha debuttato. “Ho recitato nel secondo per i miei nipoti”, egli spiega. “Ho partecipato a L’ERA GLACIALE 3 – L’ALBA DEI DINOSAURI per me stesso”.
Crash, Eddie, Manny, Ellie e Diego seguono l’amico Sid e la mamma dei tre cuccioli di dinosauro nel misterioso mondo che si trova sotto i ghiacci, un mondo di cui ignoravano l’esistenza e che non somiglia a nulla che abbiano mai visto. Il mondo sotterraneo popolato di dinosauri ha una scala completamente nuova rispetto all’universo dell’Era glaciale. È vasto e pericoloso, ma anche stupendo, tranquillo e pieno di meraviglie. È un mondo di rischi inimmaginabili e di sorprese incantevoli. Gareth Porter, responsabile del reparto assemblaggio, spiega la difficoltà di portare in vita questo mondo: “Volevamo creare un luogo pieno di insidie, in modo che i personaggi incontrassero una serie di ostacoli lungo la loro strada. Abbiamo lavorato a stretto contatto con il reparto design per definire la vastità
del territorio attraverso ampie panoramiche, che sono in contrasto con i set più raccolti, dove abbiamo potuto sviluppare i personaggi senza che le viste spettacolari li mettessero in ombra durante il loro viaggio. In uno spazio così ampio, il delicato equilibrio tra una visione epica e il mondo più intimo dei personaggi aiuta a mantenere l’attenzione focalizzata sull’evolversi della vicenda, facendo sentire il pubblico vicino ai personaggi e sorprendendolo con scene di azione emozionanti”. Il direttore artistico Michael Knapp ha stabilito un linguaggio visivo basato sul colore, l’illuminazione e le forme, per aiutare a definire il mondo sotterraneo. “I colori e i toni sono lussureggianti”, egli spiega. “Si riesce a percepire l’umidità e a vedere la luce del sole che filtra attraverso le goccioline di vapore. È una sorta di enorme serra sotto vetro”.
L’illuminazione di questo mondo è stata una sfida formidabile. “Non volevo che sembrasse una caverna, quindi abbiamo immaginato alcuni modi per far arrivare fin laggiù la luce, così da dare la sensazione di essere all’aperto e la percezione del tempo che passa”, aggiunge Knapp. Il cielo del mondo sotterraneo è letteralmente un enorme strato di roccia e ghiaccio attraverso cui filtra la luce dal mondo     sovrastante. “Il nostro ‘cielo’ è in realtà un tetto”, spiega il supervisore dell’illuminazione Haji Uesato. “Per questa ragione gli abbiamo dato una tonalità blu”.
Gli abitanti del mondo sotterraneo hanno rappresentato un’altra sfida unica per i realizzatori. Come osserva Peter de Sève, in un mondo cinematografico post‐Jurassic Park, non era facile trovare qualcosa di nuovo per i dinosauri. “Cinematograficamente, siamo tutti cresciuti con determinati modelli di Tirex, triceratopo e branchiosauro”. Ma de Sève, il regista Saldanha e i numerosi creativi e tecnici coinvolti nella produzione si sono dati da fare per introdurre nel film nuove specie di dinosauri, tra cui i guanlong, carnivori aggressivi che cacciano in gruppo, dotati di un muso a punta e una cresta sul capo. De Sève ha lavorato a stretto contatto con il reparto modelli, guidato da David Mei, per mettere a punto i personaggi, sia quelli nuovi sia quelli già noti alle legioni di fan dell’Era glaciale. Per quanto riguarda la creazione dei dinosauri, Mei afferma: “Sono reali e terrificanti, ma vivono nel film e non nel mondo reale”.
Al di sopra del mondo sotterraneo, troviamo un ambiente più familiare: la vasta tundra ghiacciata introdotta nel primo film della serie. L’ambiente è stato ampiamente ricreato per il nuovo film, anche se ne “L’Era glaciale 2 – Il disgelo” (Ice Age: The Meltdown) venivano rappresentati ambienti in cui il ghiaccio si stava sciogliendo. “Ne L’ERA GLACIALE 3 – L’ALBA DEI DINOSAURI, diamo la sensazione che il mondo si sia raffreddato nuovamente”, spiega Michael Knapp. “Il disgelo è finito. Parlando in termini di stagioni, il primo film segna il passaggio dall’autunno all’inverno, il secondo è la transizione dall’inverno alla primavera e quest’ultimo ripristina l’Era glaciale”.
David Mei e il suo reparto modelli hanno ideato due scenari digitali di fondo: uno per il paesaggio ghiacciato del mondo sovrastante e uno per l’immenso e lussureggiante mondo che si trova al di sotto – avvalendosi dei computer dei Blue Sky Studios. L’ideazione e la costruzione virtuale dei set hanno presentato particolari vantaggi nel portare in vita la dimensione e la vastità dei due mondi. “Il computer non sa di essere un computer, quindi possiamo dirgli che un’unità corrisponde a un miglio”, spiega Mei. “Quando costruiamo un set in un computer, la scala è in miglia; ecco quindi che il set del mondo sotterraneo è grande letteralmente quanto la Contea di Westchester. E possiamo effettuare le riprese in qualunque direzione vogliamo”.
Quando il reparto modelli ha ultimato il lavoro dei set e dei personaggi, è stata la volta del team guidato da Jeff Brodsky, che ha dotato i personaggi di ossa e movimenti, oltre a creare strutture di scheletri, muscolature, espressioni del muso e il controllo di mascelle, fronti, sopracciglia e palpebre. Il reparto layout e il responsabile Robert Cardone hanno assicurato la continuità tra una ripresa e l’altra, garantendo il corretto flusso delle sequenze. Il reparto animazioni, guidato dal supervisore senior Galen Tan Chu, si è occupato di qualunque cosa fosse in movimento, svolgendo un ruolo chiave nel caratterizzare i personaggi. Il “nodo” attraverso cui è passato tutto il flusso di lavoro è il montaggio, a capo del quale troviamo Harry Hitner.
Un elemento nuovo nella realizzazione del film è il 3‐D. Gli spettatori potranno osservare (in molti cinema) i loro personaggi preferiti, oltre ad alcuni nuovi straordinari ambienti, in 3 D digitale. I realizzatori de L’ERA GLACIALE 3 – L’ALBA DEI DINOSAURI hanno voluto sfruttare le possibilità offerte da questo processo con l’intento di offrire al pubblico un’esperienza full‐immersion e non per suscitare maggiore stupore o spavento negli spettatori. “Il 3‐D ci ha resi più consapevoli della composizione, della posizione delle macchine da presa e dei personaggi”, dichiara Saldanha. “Nessuna inquadratura doveva sollecitare in maniera eccessiva l’attenzione. Se il 3 D poteva migliorare una particolare inquadratura, allora l’avremmo usato, senza sacrificare la composizione 2 D”.
Aggiunge il produttore John C. Donkin: “Volevamo offrire con il 3‐D un’esperienza migliore. Non abbiamo bisogno di gettare fumo negli occhi al pubblico, dal momento che il film e i personaggi sono di per sé vincenti”.
“Siamo stati molto critici verso noi stessi per essere certi di realizzare il miglior 3 D possibile”, dichiara il supervisore degli effetti stereoscopici Jayme Wilkinson. Alcune grandi scene d’azione sono state potenziate con il 3 D: ad esempio, le sequenze in volo e una in cui Sid cerca di catturare le sfuggenti uova di dinosauro. Ma anche altre sequenze meno frenetiche sono diventate più coinvolgenti e divertenti con il 3 D. “Quando Scrat va in giro annusando in cerca della sua ghianda e di Scrattina, il naso è al centro della scena”, spiega Wilkinson. “Quando poi incontra Scrattina, ci sono petali di fiore che fluttuano sullo sfondo e ti viene voglia di allungare la mano per afferrarli”.
L’ideatore dei suoni, il due volte vincitore di un Oscar Randy Thom, ha ulteriormente arricchito l’esperienza con il suo contributo artistico. Thom, la cui filmografia recente comprende gli acclamati film d’animazione “Ratatouille”, “Coraline” e “Ortone e il mondo dei chi” (Dr. Seuss’ Horton Hears a Who!), ha realizzato dei suoni unici per i dinosauri, dai graziosi cuccioli a mamma T‐rex fino al terrificante barionice albino Rudy. “Le voci dei personaggi sono sempre le più difficili”, afferma Thom, che ha anche creato i suoni del mondo in fase di disgelo nel secondo episodio della saga. “Ci siamo impegnati a creare per i dinosauri dei suoni più imponenti, terrificanti e migliori rispetto a quelli dei dinosauri realizzati in altri film”.
Per catturare le voci uniche dei dinosauri, Thom ha pensato che il modo migliore fosse di “andare nel mondo reale e trovare suoni di altri animali da poter manipolare, torcere e controllare”. Per alcuni dinosauri più grandi, Thom ha iniziato con le registrazioni di barriti di elefante realizzate in Africa e in Tailandia. In seguito, ha alterato le registrazioni “abbassandole di tono”, per rendere i suoni dei dinosauri ancora più robusti. Per il temibile Rudy, Thom ha catturato delle specie di “ruggiti” emessi dagli elefanti durante la stagione degli accoppiamenti.
Per i dinosauri più giovani e per quelli meno aggressivi, che nel film osserviamo mentre mangiano piante, Thom si è avvalso dei suoni prodotti dai… cammelli. “Fanno rumori buffi”, afferma Thom. “Ci siamo trovati casualmente in presenza di alcuni cammelli e abbiamo scoperto che, quando devono schiarirsi la gola, emettono un suono simile alla tosse”. È stato un abbinamento perfetto per quel tipo di dinosauri.
Thom ha anche ideato i suoni prodotti da animali non visibili, come uccelli o anfibi, i cui richiami provengono da lontano. Ancora una volta, alcune scelte fatte da Thom sono state piuttosto sorprendenti. Ad esempio, il verso rauco, stridente e spaventoso di uno pterodattilo è stato ricavato dal verso di un maiale. “In un certo senso”, dice Thom scherzando, “in questo film abbiamo dei maiali volanti!”. L’ideazione dei suoni di Thom è stata pienamente integrata nella ricca colonna sonora del compositore John Powell. Avendo curato i due precedenti film della serie, Powell ha accettato volentieri l’opportunità di espandere i temi musicali che accompagnano i singoli personaggi e i loro rapporti reciproci. Se la maternità di Ellie si è dimostrata particolarmente stimolante, trovare un tema nuovo per Buck è stato un compito prioritario.
Mentre il processo intricato, lungo e sempre complesso della post‐produzione si avvia al termine, Carlos Saldanha riflette sulle sue esperienze con l’Era glaciale. “Mi è piaciuto riprendere le vicende di questi personaggi, che sembra piacciano a tutti, e continuare a seguirne l’evoluzione. Ma è stato altrettanto gratificante creare per loro un nuovo mondo e una nuova storia ricca di energia”. Il co‐sceneggiatore Mike Reiss pensa che i film dell’Era glaciale abbiano un fascino non dissimile da quello di un’altra serie d’animazione, “I Simpson” (The Simpsons). E Reiss parla a ragion veduta, avendo vinto quattro Emmy e un Peabody Award per il lavoro realizzato ne “I Simpson”. “I film dell’Era glaciale colpiscono spettatori diversi in modi differenti”, egli spiega. “I bambini adorano l’animazione, la commedia e il divertimento, ma vi è dell’altro nelle dinamiche tra i personaggi che ha una forte risonanza nel pubblico adulto”. E che dire delle future avventure di Manny, Sid, Diego, Ellie, Scrat, Scrattina, senza dimenticare il neonato cucciolo di mammuth? Manny e Ellie dovranno combattere con i problemi tipici dei genitori? Gli eterni scapoli Diego e Sid incontreranno una compagna? Scrat e Scrattina troveranno la vera felicità… e la perfida ghianda? I realizzatori per ora non si pronunciano. Ma, come osserva la produttrice Lori Forte: “Ci sono ancora alcune storie che possiamo raccontare su questi personaggi. E penso che il pubblico sia desideroso di sapere come proseguiranno le loro vicende”.

<table width=”390″ border=”0″>
<tr>
<td width=”218″>Ruoli:</td>
<td width=”162″>Doppiatori Originali</td>
</tr>
<tr>
<td><p>      Crash (voce originale)<br />
Sid (voce originale)<br />
Ellie (voce originale)<br />
Eddie (voce originale)<br />
Diego (voce originale)<br />
Manny (voce originale)<br />
Scrat (voce originale)<br />
Beaver / Molehog (voce originale)<br />
Animal Boy (voce originale)</p></td>
<td> <p>Seann William Scott<br />
John Leguizamo<br />
Queen Latifah<br />
Josh Peck<br />
Denis Leary<br />
Ray Romano<br />
Chris Wedge<br />
Joey King<br />
Atticus Shaffer</p></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>Doppiatori italiani</td>
</tr>
<tr>
<td> Manny (voce italiana)<br />
Sid (voce italiana)<br />
Diego (voce italiana)<br />
Buck (voce italiana)<br />
Crash (voce italiana)<br />
Ellie (voce italiana)<br />
Eddie (voce italiana)</td>
<td> Leo Gullotta<br />
Claudio Bisio<br />
Pino Insegno<br />
Massimo Giuliani<br />
Francesco Pezzulli<br />
Roberta Lanfranchi<br />
Lee Ryan</td>
</tr>
</table>

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